Per molti studenti è da sempre una delle materie più temute, capace di mettere alla prova intere generazioni. Eppure, per due giorni, la matematica ha cambiato volto all’Istituto Comprensivo Giancarlo Roli di Trieste, trasformandosi in un linguaggio accessibile, concreto e perfino divertente.
A rendere possibile questo cambio di prospettiva è stato il progetto “La matematica dei ragazzi”, un’iniziativa che ha portato tra le aule e i corridoi della scuola laboratori interattivi, esperienze pratiche e momenti di confronto tra pari. Qui, a spiegare concetti complessi non sono stati solo gli insegnanti, ma gli stessi studenti: coetanei o poco più grandi, capaci di rendere comprensibili anche i passaggi più ostici attraverso strumenti semplici e coinvolgenti, come dadi per il calcolo delle probabilità o scacchiere per visualizzare le progressioni geometriche.
Uno degli aspetti più innovativi dell’iniziativa è proprio l’approccio “dal basso”, che ribalta il modello tradizionale di apprendimento. Come sottolineato durante la manifestazione:
“La disciplina è una disciplina che tradizionalmente non è amata dagli studenti. Fatta in questo modo, in cui la partecipazione parte principalmente dal basso, fa sì che gli studenti si divertano, imparino, capiscano meglio e si mettano in gioco spiegando le cose che hanno imparato ai loro colleghi”, afferma il prof. Delsanto dell’Università di Trieste.
Il progetto, nato nel 1996 su iniziativa di un gruppo di docenti in collaborazione con l’Università di Trieste, si inserisce nel quadro delle attività del Centro interdipartimentale di ricerca didattica e del Piano Nazionale Lauree Scientifiche, con il supporto della Fondazione CRTrieste. Negli anni è cresciuto fino a coinvolgere scuole di ogni ordine e grado provenienti non solo da Trieste, ma anche da Udine e Pirano, arrivando a registrare circa 750 partecipanti.
Una rete ampia e consolidata, costruita nel tempo grazie al lavoro condiviso di insegnanti che si incontrano regolarmente per progettare nuove attività e laboratori.
La professoressa Beorchia, dell’Università di Trieste, sottolinea: “Questa iniziativa è nata già 30 anni fa, su un’idea di un gruppo di insegnanti che collaboravano con l’università. L’idea è di fare un’attività molto trasversale, sia in orizzontale che in verticale.”
Per l’Istituto Comprensivo Giancarlo Roli, che ha ospitato l’iniziativa per la seconda volta, si tratta di un’occasione particolarmente significativa. Non solo per l’arricchimento didattico, ma anche per l’impatto sul territorio e sulla crescita degli studenti.
“È un grande onore, una grande opportunità che ci dà anche la possibilità di migliorare gli apprendimenti dei nostri ragazzi in questa disciplina e di sviluppare le loro competenze sociali”, conclude il DS dell’IC Roli.
Ed è proprio questo il cuore dell’esperienza: una scuola che si apre, che dialoga con il territorio e che diventa punto di incontro tra istituzioni, studenti e comunità. La matematica, da ostacolo temuto, si trasforma così in uno strumento di relazione, capace di unire, coinvolgere e lasciare un segno concreto ben oltre le aule scolastiche.
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